Le faglie lunari e i graben

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Le faglie lunari

Le faglie lunari sono fenomeni associati al raffreddamento delle estese distese laviche che costituiscono i mari lunari. Queste faglie si formano principalmente a causa della deformazione della crosta lunare, seguendo il deflusso delle lave che riempiono i bacini. Alcuni esempi di faglie normali, che appaiono come scarpate separanti due regioni a diverse quote, includono la Rupes Recta adiacente alla Rima Birt, la Rupes Cauchy e la Rupes Toscanelli a nord del cratere Aristarchus.

FIG.1 – La Rupes Recta è una nota faglia che si estende per oltre 100 km di lunghezza. Porzione del mosaico monocromatico di LROC WAC, l’illuminazione è da sinistra e l’asterisco indica la posizione di LROC NAC (sotto) Cortesia:NASA/GSFC/Arizona State University

I Graben

I graben, invece, sono caratterizzati da una trincea il cui fondo rivela strutture geologiche simili presenti sulle due zone di terreno adiacenti, originati dallo spostamento laterale di due regioni con il conseguente sprofondamento di una zona centrale più stretta. Esempi di graben includono la Rima Ariadaeus e la Rima Cauchy. Anche l’Alpes Vallis e la Rupes Altaiye rappresentano, secondo molti autori, classici esempi di tettonica alimentare causata da eventi d’impatto (rispettivamente dell’Imbrium e del Nectaris) che hanno prodotto uno scivolamento verso il basso del blocco crostale più interno.

Nella Vallis Rheita, negli altopiani lunari, è possibile osservare una serie allineata di formazioni crateriche che potrebbero aver indebolito la crosta lungo una linea preferenziale, dando origine a una vera e propria fossa tettonica di interesse telescopico. Il peso degli strati basaltici stessi potrebbe avere provocato la rottura della crosta nei punti di maggiore fragilità, generando varie fratture concentriche visibili al bordo di alcuni mari lunari. Alcuni di questi solchi, noti come Rimae Sosigenes (nel Mare Tranquillitatis), Rimae Mersenius e Doppelmayer, e le tre Rimae concentriche Hippalus (nel Mare Humorum), sono facilmente visibili anche con piccoli telescopi e sono spesso associati alla presenza di domi di canali di lava.

FIG.2 – I crateri Brenner, Metius e Rheita con la omonima Vallis. Immagine Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC)

 

Solchi concentrici sono altresì osservabili presso i bordi dei bacini lunari e sono frequentemente associati a domi di canali di lava. Esempi includono le Rimae Plinius nella zona di contatto tra il Mare Tranquillitatis e il Mare Serenitatis e le Rimae Sulpicius Gallus sul bordo ovest del Mare Serenitatis. Altre strutture che testimoniano l’attività tettonica passata della Luna sono visibili presso la Rima Triesneckher e il cratere Ramsden, caratterizzati dalla presenza di un intricato sistema di crepacci che rappresenta dei graben.

Piergiovanni Salimbeni è un giornalista iscritto all'ordine professionale dei giornalisti della Lombardia. Appassionato di Geologia lunare e osservazione lunare sin dagli anni Novanta è stato Coordinatore del Geological Lunar Researches Group e Responsabile della Allerta TLP ( Transient Lunar Phenomena) per la BAA. Attualmente è direttore de "La Rivista della Luna" e tester di ottiche astronomiche e naturalistiche sugli altri siti di sua proprietà www.binomania.it e www.termicienotturni.it.

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